lunedì 7 maggio 2007

Iotti: il gaucho italiano

Porto Alegre – Dalla critica politica alla satira dei costumi familiari. Così le recenti vignette umoristiche di Carlos Henruque Iotti, disegnatore italico, nipote di emiliani, nato nella città di Caxias do Sul (1964), nella verdeggiante ed italianissima regione della serra “gaucha”, nello Stato del Rio Grande do Sul.
L’artista è autore di una serie di personaggi che raffigurano lo stereotipo dell’immigrante italiano.
Radicci, la sua creazione principale, è una sorta di anti-eroe della colonizzazione italiana nel Rio Grande do Sul. E’ bassotto, volgare, pigro, maschilista e strillone. Amante del vino e della baldoria, nemico mortale del lavoro. In verità, è l’antitesi dell’italiano arrivato in Brasile. Genoveffa è la sua donna. Un ostacolo tra lui e la bottiglia di vino. Guglielmino è il figlio. Ecologista, surfista, naturalista, eterno universitario e mammone. Contrapposto al padre cacciatore, conservatore e con abitudini alimentari esagerate. Ma c’è anche il “Nono”, il vecchio furbo. Nessuno sa se è il nonno di Genoveffa o di Radicci. Neppure lui lo sa. Ha una moto e in passato è stato pilota durante la Seconda Guerra Mondiale.
Il lavoro di Iotti oggi guadagna le pagine di uno dei più importanti giornali del Sud del Brasile, lo “Zero Hora”, edito nella capitale dello Stato di Rio Grande do Sul, Porto Alegre. Iotti è un giornalista, laureatosi all’Università Federale del Rio Grande do Sul. Oltre che su Zero Hora, pubblica le sue vignette nei giornali Pioniero di Caxias do Sul, Diario de Santa Catarina, Diario do Povo de Pato Branco (Paranà) e su l’Estado do Paranà. In Italia ha cominciato a collaborare con il settimanale Appunti. Inoltre è in cantiere la pubblicazione di un libro di Radicci interamente in italiano.
Negli anni 80 collaborò con il “Corriere”, un giornale settimanale destinato alla comunità italo-brasiliana, con una tiratura di 40 mila copie. E’ nipote di italiani, originari della città di Correggio in provincia di Reggio Emilia. Il nonno arrivò dalla Francia dove il padre aveva stabilito la residenza per motivi di lavoro. Si sposò con una francese, ebbe un figlio è arrivò in Brasile. “Ed è per causa di questa avventura francese – spiega personalmente Iotti – che non sono riuscito ad ottenere la mia cittadinanza italiana jure sanguinis”.
Il modo di parlare di Radicci e degli altri personaggi ideati dal disegnatore italico è una specie di vernacolo. Non si tratta di portoghese, italiano o dialetto, ma di una modalità irriverente e spoglia, chiamata “sotacòn”, nient’altro che una trasposizione fonetica, in linguaggio scritto, del modo di parlare degli abitanti della Serra Gaucha.
Mario Ciccione (giornalista)
www.radicci.com.br