Oramai sono trascorsi molti anni da quando nel lontano 1875 ci fu l’esodo in massa dalle nostre pianure e montagne venete per far fortuna in “Merica”. Questi nostri connazionali venivano “reclutati” per lavorare nelle campagne raggruppati in nuclei coloniali. Arrivarono nello stato di Rio Grande do Sul, senza una meta definita, pieni solo di speranza di poter vivere una vita migliore, anche se consapevoli di dover lavorare duro e, come si dice dalle nostre parti, “spaccasi la schiena…” Le terre che il Governo Brasiliano aveva destinato alla “Colonizzazione” furono divise tracciando due linee sulla mappa del territorio. Tali assegnazioni non furono date dal Governo locale ad uso gratuito, ma solo attraverso un rilevante pagamento. Tra i compiti loro assegnati vi era quello di disboscare i terreni per tracciare e costruire le strade per seminare e costruire le proprie abitazioni con il solo ausilio di asce e picconi. Questi immigrati svilupparono, nella “serra gaucha”, quello che diventerà il loro segno d'identità: la coltivazione dell’uva e la produzione del vino.Veneti nel mondo, periodico d'informazione on line per i nostri corregionali all'estero: http://www2.regione.veneto.it/videoinf/periodic/index.htm